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Chi siamo
Premoltiplicazione dei materiali base x certificatoNucleo di premoltiplicazione

Miglioramento della qualità

Il Nucleo di premoltiplicazione della Toscana sta operando nella direzione di un continuo miglioramento della qualità dei materiali prodotti. In quest’ambito ricordiamo quanto realizzato in un progetto destinato all’identificazione e tracciabilità tramite radiofrequenze (Rfid) nella filiera “vivaistico-viticola”. Essa prevede l’applicazione di trasponder Rfid (Radio frequency identification) a barbatelle di produzione TOS.CO.VIT. per il loro riconoscimento clonale e per l’acquisizione di informazioni attraverso un collegamento on-line da parte dei vivaisti sulle caratteristiche del materiale (Bandinelli et al., 2007a; Bandinelli et al., 2007 b; Luvisi, 2007; Triolo et al., 2007; Bandinelli et al., 2008; Bandinelli et al., 2009; Luvisi et al., 2009). Più nel particolare si tratta dell’inserimento di specifici microchips (tag) contenenti un codice alfanumerico identificativo all’interno della barbatella e costruendo un database on-line contenente tutte le informazioni associabili alla pianta. In altre parole il codice della pianta, adeguatamente letto con la strumentazione apposita, consente attraverso l’impiego di uno specifico sito disponibile in internet di ricavare un’infinità di informazioni che potranno anche variare considerando le tipologie di potenziali utilizzatori, fra i quali vivaisti e viticoltori.

Con l’ausilio della Società italiana Brevetti spa di Roma è stata riconosciuta domanda per un Brevetto per invenzione industriale (RM 2009A000271, CCIAA di deposito: Roma; data di deposito 28.05.2009). Titolo del travato: “Procedimento per l’inserimento di microchip a radiofrequenze (Rfid) in innesti-talea di vite.
Visto il successo che ha fatto rilevare la  pubblicazione del volumetto “Cloni. Nucleo di premoltiplicazione viticola della Toscana” edito nel 2006 è stata realizzata nel 2008 una seconda edizione nell’ambito della quale vengono riportate le schede di alcuni cloni recentemente conferiti a TOS.CO.VIT. Il volumetto viene inviato gratuitamente dietro di richiesta.

Bibliografia

  • Bandinelli R., Triolo E., Rinaldelli E., Luvisi A., Pagano M. (2007a) – La tecnologie delle radiofrequenze (RFID) nella filiera vivaistico-viticola: una prima sperimentazione per la tracciabilità nel settore. http://orgprints.org/12970/.
  • Bandinelli R., Triolo E., Rinaldelli E., Luvisi A., Pagano M. (2007b) – RFID (Radio frequency identification) technology in grapevine nursery for sector traceability. ID WORLD International Congress 2007, Milano, 26-28 novembre.
  • Luvisi A. (2007) - Radiofrequency technology (RFID) in grapevine nursery for sector traceability. Proc. ID WORLD International Congress 2007, Milano, 26-28 novembre.
  • Triolo E., Luvisi A., Bandinelli R., Rinaldelli E., Pagano M. (2007) - Radio frequency identification technology for improving traceability in the grapevine nursery sector. Journal Plant Pathology, 89(3): s63-s64.
  • Bandinelli R., Triolo E., Rinaldelli E., Luvisi A., Pagano M. (2008) – L’impiego delle radiofrequenze nel vivaismo viticolo. Agronotizie n. 285-5.
  • Bandinelli R., Triolo E., Luvisi A., Pagano M., Gini B., Rinaldelli E. (2009) – Employment of radiofrequency technology (RFID) in grapevine nursery traceability. Advances in Horticultural Science 23(2): 75-80.
  • Luvisi A., Bandinelli R., Rinaldelli E., Pagano M., Triolo E. (2009) – RFID in viticoltura: un database online per la gestione delle piante. Agronotizie n. 215-7.

Progetto cofinanziato “Valorizzazione di presunti cloni di vitigni toscani e loro riconoscimento ufficiale

L’attività di ricerca rivolta da oltre un quarantennio alla valorizzazione delle produzioni vitivinicole toscane si è concretizzata, in numerose iniziative che hanno assunto rilevante interesse per le non poche aree regionali a grande vocazione. Dalle attività finora svolte ha preso l’avvio il lavoro del Nucleo di premoltiplicazione dell’Associazione toscana costitutori viticoli. Rimane, tuttavia da sottolineare come, in alcune circostanze, il processo di omologazione del germoplasma individuato non è stato completato per motivazioni di ordine puramente mercantile o perché i relativi dossier non sono stati completati con le doverose informazioni. La rivalutazione di questo materiale, costituisce la premessa di base che sostiene un Progetto compilato a cura di TOS.CO.VIT. Più particolarmente, il valore intrinseco dei presunti cloni individuati in molti anni di indagine appartenenti ai vitigni più importanti e l’attuale rivalutazione dei vitigni autoctoni impone di riaffrontare le indagini già attivate per raggiungere il completamento delle conoscenze che possono permettere l’omologazione di questo germoplasma e la sua successiva diffusione attraverso la propagazione di materiale certificato.
E’ opportuno ricordare che il Progetto è stato cofinanziato da un soggetto pubblico (ARSIA) e da sette partner privati (TOS.CO.VIT., Consorzio Chianti Classico, Consorzio Vino Chianti, Consorzio Vino Nobile di Montepulciano, Col d’Orcia spa, Agriserv srl e Consorzio Vivaisti Toscani) .

Per il maggior numero possibile dei presunti cloni le attività del Progetto perseguiranno i seguenti obiettivi:

  • completamento delle osservazioni di tipo agronomico, ampelografico, vegeto-produttivo e sanitario dei presunti cloni riconosciuti di primario interesse dai partners del Progetto;
  • raccolta delle informazione necessarie per la redazione del dossier di omologazione di ciascun presunto clone meritevole, comprendente, fra l’altro, le notizie sul livello di suscettibilità alle principali crittogame parassite;
  • conservazione dei materiali iniziali in screenhouses e in appositi vigneti sperimentali;
  • allestimento della richiesta formale di conferimento dei materiali omologati a TOS.CO.VIT. ed avvio della fase di propagazione di materiale iniziale.

I soggetti imprenditoriali coinvolti nel Progetto rappresentano co-partecipanti ai progetti di selezione che hanno consentito la raccolta dei materiali sui quali verranno proseguite le indagini.
TOS.CO.VIT. parteciperà al lavoro con un contributo finanziario e con l’attività tecnico-scientifica di alcuni suoi associati; d’altra parte per questa Associazione rimane essenziale la possibilità di ottenere, nel tempo, la disponibilità di nuovi cloni migliorativi per la viticoltura Toscana, obiettivo questo che costituisce il  principale target del Progetto.

              Associazione Toscana Costitutori Viticoli - P. IVA: 01663200507